Energie Rinnovabili – Seconda Parte.


Le forme di energia rinnovabile hanno delle potenzialità importanti, un caso molto interessante è avvenuto Domenica 16 giugno 2013, tra le 14 e le 15: per la prima volta nella storia, il prezzo d’acquisto dell’energia elettrica (PUN) è sceso a zero su tutto il territorio nazionale. In quelle due ore energia solare, eolico e idroelettrico hanno prodotto il 100% dell’elettricità italiana.

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Và ricordato che le fonti di energia rinnovabile sono le prime ad essere trattate nel mercato elettrico proprio per non rimanere “invendute” e in quel frangente vi erano condizioni di vento e sole particolarmente positive in tutto il territorio ed ampie risorse idriche disponibili per le recenti piogge.

Questo non significa che, oggi, sia possibile evitare del tutto l’uso di combustibili fossili ma sicuramente è una dimostrazione che si possa arrivare realmente ad una sempre maggiore copertura nella produzione di energia elettrica tramite fonti rinnovabili.

Tanto vale quindi che gli incentivi vadano in questa direzione.

Energia eolica.

L’energia eolica è il prodotto della conversione dell’ energia cinetica posseduta dal vento in altre forme di energia, nel nostro caso in energia elettrica. I dispositivi predisposti a questo tipo di trasformazione si definiscono aerogeneratori o turbine eoliche.

Una turbina eolica o aerogeneratore trasforma quindi l’energia cinetica posseduta dal vento in energia elettrica senza l’utilizzo di alcun combustibile e passando attraverso lo stadio di conversione in energia meccanica di rotazione effettuato dalle pale.

L’impatto ambientale è stato un serio disincentivo nel recente passato per un’ installazione diffusa di questi impianti. Con il passare degli anni è cambiata però la percezione cogliendone più i lati positivi che, i pochi, lati negativi di questa fonte energetica che ha la migliore resa in rapporto costo del combustibile, pari a zero, e la produzione. Un altro problema, rilevante per produzioni in larga scala, è l’intermittenza della potenza elettrica prodotta. Infatti il vento, analogamente al sole e contrariamente alle fonti di energia convenzionali, non fornisce energia in modo omogeneo e continuativo ed, in particolare, non può essere agevolmente controllato per adattare l’energia prodotta alla richiesta di carico.

Negli anni si sono sviluppate diverse tipologie di turbine e pale per tentare si sfruttare al meglio le condizioni di vento, fra queste và segnalato sicuramente il progetto Kitegen (http://kitegen.com/) che sfrutta il vento a quote più alte dove è noto sia maggiormente presente e costante.

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Nell’immagine sottostante viene mostrata una rappresentazione dell’Italia con evidenziate le zone maggiormente ventose. Come si può vedere quasi tutte le aree limitrofe alla costa, come la nostra regione, hanno medie importanti.

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All’estero, soprattutto nei mari del nord Europa,  ed in qualche sperimentazione locale, stanno prendendo piede le installazioni di turbine eoliche in mare, in questo caso si dice “off-shore” e sfrutta le migliori condizioni di ventosità che si registrano in quelle aree.

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Energia da biomasse.

La biomassa utilizzabile ai fini energetici consiste in tutti quei materiali organici che possono essere utilizzati direttamente come combustibili o trasformati in combustibili liquidi o gassosi, negli impianti di conversione, per un più comodo e vasto utilizzo.

Il termine biomassa riunisce materiali di natura eterogenea, dai residui forestali agli scarti dell’industria di trasformazione del legno o delle aziende zootecniche. In generale si possono definire biomasse tutti i materiali di origine organica provenienti da reazioni fotosintetiche.

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In Italia le biomasse coprono circa il 2.5% – 3% del fabbisogno energetico, con un apporto di anidride carbonica in atmosfera che può essere considerato virtualmente nullo poiché la quantità di CO2 rilasciata durante la combustione e equivalente a quella assorbita dalla pianta durante il suo accrescimento.

 

I biocombustibili sono un’energia pulita a tutti gli effetti. Liberano nell’ambiente le sole quantità di carbonio che hanno assimilato le piante durante la loro formazione ed una quantità di zolfo e di ossidi di azoto nettamente inferiore a quella rilasciata dai combustibili fossili.

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Le opere di riforestazione in zone semi-desertiche permettono di recuperare terreni altrimenti abbandonati da destinare alla produzione di biomasse e contemporaneamente migliorare la qualità dell’aria che respiriamo. Le piante svolgono infatti un’importante funzione di “polmone verde” del pianeta, riducendo l’inquinamento e l’anidride carbonica contenuta nell’aria. Le coltivazioni dedicate esclusivamente a produrre biomasse da destinare alla produzione elettrica non fanno eccezione a questa naturale caratteristica delle piante.

Il fatto che l’energia dalle biomasse si basi soprattutto sugli scarti di produzione delle attività produttive è un’ulteriore vantaggio economico e sociale in quanto il settore riutilizza e smaltisce rifiuti in modo ecologico.

La Finlandia rappresenta l’esempio più calzante per descrivere l’importanza delle biomasse e le possibilità di utilizzo. Gran parte degli scarti della lavorazione della carta e del legno dell’industria finlandese sono destinati alle centrali termiche per produrre energia dalle biomasse. Evitando in questo modo di dover stoccare gli scarti in discariche o pagare per il loro incenerimento.

Nel prossimo ed ultimo articolo le restanti forme di produzione di energia rinnovabile.