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Vengo”no” dopo, il PD. A Villa Zanelli e non solo.

Vengo”no” dopo, il PD. A Villa Zanelli e non solo.

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Diceva un noto ritornello di molti anni fa “Vengo dopo il TG” e il gioco di parole mi torna utile per fare una riflessione sula questione villa Zanelli. Il sottoscritto, con il proprio gruppo in consiglio regionale, aveva riproposto politicamente il tema sotto il punto di vista più importante, vista la proprietà che vanta la regione tramite ARTE sull’intero bene, ovvero se sia possibile evitarne la vendita e fare in modo che il bene rimanga di proprietà pubblica ridando vita e dignità a favore della collettività.. In quel frangente l’assessore competente, Scajola, aveva condiviso l’impostazione ed avviato le indagini con ARTE al fine di identificare alternative per coprire comunque l’importo che ARTE deve incassare, attraverso altre vendite escludendo però Villa Zanelli.
Da qui apriti cielo: il vice Sindaco di Savona riscopre Villa Zanelli ed in chiave buonista anziché prevederne una asfaltatura completa del parco attraverso gli oneri di urbanizzazione futuribili delle prossime operazioni edilizie sul lungomare, ne propone su facebook provocatoriamente una pulizia coinvolgendo la cittadinanza.
Di primo acchito giudicai l’idea una boutade come altre a cui ci ha abituato Di Tullio, ricordo l’ospedale unico a Legino fra alcune delle perle che serbo nel cuore, ma devo riconoscere che non scherzava affatto ed in un successivo incontro in regione, cui ho partecipato come invitato insieme ad altri consiglieri regionali del savonese, il Vice Sindaco illustrata la sua idea all’Assessore, ne ha ottenuto il nulla osta.
L’iniziativa di per sé potrebbe essere una proposta interessante se provenisse da una amministrazione e da una forza politica che negli anni avesse dimostrato ogni sforzo per salvare il bene, non svenderlo ed anzi recuperarlo. E invece arriva dal Partito Democratico, in chiave squisitamente elettorale, in risposta al rischio provocato da una iniziativa nata da altri soggetti politici, come noi ad esempio, che vorremmo realmente salvare Villa Zanelli e non vendere e farci un albergo di lusso. E arriva di corsa, dopo anni di totale incuria e disinteresse.
E arriva chiedendo ai cittadini di fare quello per cui una società del comune, ATA, è appositamente creata ad hoc per eseguire la pulizia. Società che viene pagata da tutti noi contribuenti, con operatori anche specializzati. Quindi perché coinvolgere i cittadini? Servono perché ATA non ha risorse economiche sufficienti per fare una 2 giorni di pulizia peraltro parte integrante del proprio “business core” (come dicono gli inglesi). O il Comune ovvero noi cittadini, non ha risorse per effettuare tale pulizia in accordo con la Regione Liguria?
Il coinvolgimenti dei cittadini serve per renderli partecipi della problematica? E non lo si poteva fare negli ultimi 20 anni con sensibilizzazione sul tema? Serve per fare gruppo per le prossime elezioni? Serve per raccogliere militanti?
A cosa serve? Ad evitare di perdere troppo consenso dopo la questione bitume dove, anche in regione, il Partito Democratico ci è venuto dietro disconoscendo il proprio operato pregresso?
Poi mi dicono che siamo in campagna elettorale. Si, ma alcuni sono molto, molto preoccupati…

Il Polpettone.

Il Polpettone.
Un grande polpettone di notizie, sondaggi, intenti e programmi si abbatte su di noi ogni maledetto giorno.
 Fantastici proclami di chi come Berlusconi toglierà l’IMU per ridarla ai poveri, una versione riveduta e corretta di Robin Hood, peccato che lui, Robin, si era privato di tutti i suoi beni prima di intraprendere le sue azioni da giustizialista contro lo sceriffo della Contea; Berlusconi al contrario negli anni ha accumulato ricchezze, si è comprato un intera isola dove riparare in caso di bisogno, e viene a raccontarci ancora un sacco di sciocchezze: purtroppo raccoglie ancora un nutrito seguito. Presumo siano connazionali che lavorano direttamente o indirettamente per lui, non riuscirei a spiegarmi in altro modo tale successo.

Poi passiamo al “piadinone” romagnolo Bersani, che è divertente quanto Crozza quando lo imita, forse di più, che ormai ha capito di non riuscire a vincere al Senato e conta di avvicinare il banchiere Monti con ipotetiche e fantasiose riforme di cui non si capisce bene l’obiettivo. Le stanno provando tutte, in ultimo la preghiera, quasi una implorazione, all’esercito degli indecisi di non disperdere il voto, di non votare Ingroia che è come se fosse un voto perso. Ricordo quando dicevano le stesse cose per le regionali del Piemonte verso il nascente Movimento 5 Stelle, poi perse…

Visto che è già stato citato, Ingroia, con la sua Rivoluzione Civile, giustamente ribattezzata “Rifondazione Civile”, è un esempio imbarazzante di politica nostrana: non si capisce perchè un partito, o meglio 2 considerando sia Rifondazione Comunista che Comunisti Italiani, si sia dovuto nascondere agli occhi degli italiani per presentarsi alle elezioni. Ovvero perchè mettere un nome, un simbolo, completamente diverso da dei simbolismi peraltro storici, che molti hanno seguito con attenzione e partecipazione, addirittura rispetto; invece, si sono nascosti, confermando che non solo non sono in grado di governare, quale ammasso multiforme di variegate idee non meglio identificate, ma in più se ne vergognano, probabilmente ricordando con imbarazzo le vicende di “prodiana” memoria. Per non parlare di Di Pietro, o IDV, anch’esso scivolato in questo curioso magma sinistroide.
Abbiamo SEL, guidato da Vendola, di cui è chiaro il programma: unioni di fatto, diritti alle coppie gay, unioni di fatto, diritti alle coppie gay,unioni di fatto, diritti alle coppie gay, unioni di fatto, diritti alle coppie gay, unioni di fatto, diritti alle coppie gay etc…
Monti? Geniale intuizione di politici di lungo corso quali Fini e Casini che hanno visto probabile la loro uscita di scena se candidati con le loro singole forze politiche, ormai in contrasto sia con PDL che con PD, hanno trovato nell’attuale Presidente del Consiglio, l’alfiere per ritornare in auge. Peraltro la campagna politica di Monti è incentrata sul rinnegare quanto appena realizzato, tutto e il contrario di tutto: eppoi, come non vedere chiaramente nell’operato del Professore un curioso europeismo legato alle banche più che alle persone.

Ci sarebbe anche la Lega ma è offuscata dal personaggio Berlusconi e di fatto più interessata alla regionali delle Lombardia che al nostro Parlamento.

L’offerta è variegata e l’obiettivo sono gli indecisi, il partito più ampio che fa gola a tutti e che costituirà l’ago della bilancia nelle elezioni, almeno per scegliere se sarà più centrosinistra o centrodestra. L’elemento destabilizzante, che molti avevano sottovalutato, è il Movimento 5 Stelle, l’unica forza politica con un programma semplice, applicabile, diffuso sia tramite internet che la piazza: ad oggi vi risulta ci siano altre forze politiche fanno comizi in piazza? Sono tutti intenti a fare meeting con pochi invitati, in aule chiuse o stanze con tanti riflettori, telecamere, ma di gente comune neanche l’ombra. Nessuno ha i cosiddetti attributi per affrontare la piazza, eppure i sondaggi tutto sommato danno delle speranze da una parte e dall’altra. Saranno realistici?

Gli stessi sondaggi ora sono schizzati nervosi a dare punti ulteriori dal M5S: alcune fonti addirittura ipotizzano quasi con timore numeri intorno al 20%…questo è il vero problema per i partiti tradizionali, o quasi.

Non è affatto scontato che ci sia una affermazione netta di PD o PDL, possibile una alleanza tra PD e Monti ma come possono convivere forse come colorite come SEL e centristi come Casini per non parlare di Fini, sembra di rivedere l’Ulivo di Prodi che per stare in piedi non fece nulla.

Sarà quindi colpa di chi voterà Grillo anche questa volta? Come si può dire che ha colpa una fetta così ampia di teorico elettorato se non affrontando la realtà dell’offerta politica, scarna e ormai alla frutta, che non risponde più ai bisogni dei cittadini o quantomeno a quelli non apertamente schierati, i quali peraltro forse qualche dubbio è lecito lo abbiano.

Comunque sia sono elezioni importanti, lo sono tutte, ma queste ci trovano in un momento di difficoltà economica profonda, che contribuisce pesantemente ad orientare le scelte e le strategie, ma non per questo credo si debba votare per disperazione, il meno peggio o quello che si vota perché siamo di sinistra o di destra: si deve fare uno sforzo e informarsi sui programmi, sulle idee e soprattutto sui progetti che più ci toccano da vicino, sul territorio che ci circonda ad esempio nel savonese: occupazione, ambiente, turismo, investimenti, cementificazione selvaggia etc…