L’Italia è un paese particolare, bellissimo ma ricco di contraddizioni. Una che mi ha sempre colpito è la difficoltà nel ricevere un aiuto concreto per quelle famiglie che devono  crescere figli, dal principio e poi nel percorso di sviluppo scolastico, per non parlare della fiscalità che spesso e volentieri non è particolarmente favorevole per genitori con figli.

Un amministrazione comunale non può certo intervenire direttamente su temi governati a livello nazionale, ma può prevedere reali percorsi di sostegno ai ragazzi e quindi alle loro famiglie, dal periodo del nido di infanzia fino all’università, passando per le scuola dell’obbligo e gli istituti superiori.
Ho esperienza diretta come genitore di figli in piena età scolastica e nel programma del Patto per Savona sono felice che trovi posto una visione graduale dove per ogni età devono essere introdotti e disponibili aiuti alle famiglia, non solo di carattere economico, ma organizzativo, logistico, nella disponibilità di posti e collaborazione con le realtà associative del territorio per sport e tempo libero, per fornire ai ragazzi dai 3 anni fino all’università un insieme di opportunità per loro e aiuti ai genitori.
Un sistema che chi ha governato la città di Savona in questi 5 anni ha completamente
abbandonato delegandolo a qualche iniziative sporadica, grazie più all’interesse di gruppi di genitori che si sono adoperati e hanno fatto squadra per questo.
Fra le mie priorità sicuramente c’è l’attenzione che meritano le generazioni future e le famiglie che si occupano di loro troppo spesso lasciate sole alle loro forze, ancor più durante questo ormai lungo periodo di pandemia che speriamo stia volgendo al termine.