La proposta del nostro candidato Sindaco Marco Russo, di realizzare sull’area della chiesa di Madonna degli Angeli, seguita con passione dall’Associazione GPN2010-ODV, un parco urbano, non solo è utile per tutelare la zona da qualunque mira diversa dalla salvaguardia del territorio, ma porta alla ribalta diverse questioni.

La prima, il fallimento di chi ha governato Savona in questi 5 anni perché proprio su quell’area era a disposizione un bando di regione Liguria, peraltro governata dalla stessa parte politica, tale da indirizzare già la strada per accedere a fondi del piano di sviluppo rurale, nella fattispecie la misura del “PSR 8.2.8.3.1. M08.03 – Prevenzione dei danni cagionati alle foreste da incendi boschivi” con cui il Comune poteva disporre di quasi 400 mila completamente coperti dal fondo regionale, utili primariamente alla prevenzione incendi e indirettamente al contrasto contro il dissesto idrogeologico. Ebbene questa opportunità è stata abbandonata e l’area non ha potuto beneficiare di un intervento a costo zero per le casse comunali con un progetto già pronto Dimostrazione di quanto sia utile una task force dedicata alla gestione dei bandi in generale e quanto sia inutile pensare di avere alla guida dell’amministrazione savonese la stessa parte politica che guida la regione.

Il secondo aspetto è la valorizzazione del nostro primo entroterra, dalle zone della Madonna del Monte al Naso di Gatto, passando per la Conca Verde, dove tanto stanno facendo gli appassionati di downhill della “Koncaverde”, al Santuario, un’area enorme ricca di natura che può diventare facilmente una opportunità economica per sviluppare sport, outdoor, escursionismo leggero connettendo i numerosi punti di interesse e creando una vera e propria rete a disposizione dei savonesi e dei turisti. Sviluppando e promuovendo anche formule di accoglienza ed eventi sportivi ci sono le potenzialità per trarre benefici collettivi oltre che per migliorare la prevenzione sul territorio per problemi di carattere idrogeologico.

Questo è un tema dirimente, il contrasto al dissesto idrogeologico passa attraverso la valorizzazione del territorio, quindi l’esatto opposto dell’abbandono e dell’incuria, che possiamo ottenere mettendo in campo iniziative per raggiungere questi obiettivi.