Generali.

  • Ha vinto l’astensionismo, record storico assoluto e dato negativo sotto tutti i punti di vista. Colpisce tutti, fa riflettere quelle forze politiche come il Movimento che molto avevano puntato sulla partecipazione, a tratti pareva esserci riuscito, ma i dati a livello nazionale bocciano tutti indistintamente.
  • Ha vinto il candidato Sindaco che ha lavorato da anni ad un progetto coinvolgendo moltissime persone, realtà, gruppi e associazioni. Ha vinto un modo di fare politica bello, di studio, analisi dialogo e “tempo”, il contrario di quello che oggi con i social viene imposto di dover fare una dichiarazione dopo 1 minuto che è successo qualcosa, invece qui si è costruito con il tempo.
  • Ha vinto il candidato che ha fatto un percorso avviato anni addietro e ha prodotto insieme ad altri un progetto politico presentandolo al civismo interessato a fare politica e ai partiti. Convincendoli. Contrariamente ad altre esperienze, quella delle scorse regionali, ad esempio, che ho seguito in prima persona, la scelta è partita dal basso verso l’alto e non viceversa. Non sono stati i partiti in segrete stanze a scegliere candidato e programma ma l’esatto opposto.E questa strada ha pagato fruttuosamente.
  • A mio avviso il centrodestra ha perso perché ha pagato 5 anni di amministrazione immobile, ha individuato un candidato sindaco sbagliato, ottimo professionista ma oltremodo avulso dalle questioni locali, e con un metodo sbagliato, fatto a tavolino, a Genova.
  • Ho trovato 2 elementi gravi nella campagna elettorale del centrodestra. Il primo l’offerta della presidenza del consiglio al candidato sindaco del M5S: sbagliata perché porta con sé una enorme lacuna nel rispetto dell’autonomia del consiglio comunale, ancor più esacerbata dal fatto che proviene da un Presidente di Regione, quindi anch’egli organo istituzionale. L’altro, il famoso “trenino” dell’ultimo giorno di campagna elettorale, con gran parte degli esponenti politici regionali sopra: appariva come una visita allo zoo, dove gli animali erano i savonesi.
  • Ero presente ed ho apprezzato moltissimo il gesto di Angelo Schirru nel venire di persona a complimentarsi con il vincitore: roba da democrazia anglosassone che qui manca ancora moltissimo.

Del Movimento.

  • Ho letto nei mesi scorsi che venivo considerato ex grillino da alcuni esponenti locali e anche dai media locali. Devo rilevare che sono regolarmente iscritto, lo ero prima, pienamente in regola con tutti gli adempimenti previsti anche in virtù del mio ex ruolo istituzionale, e lo sono tutt’ora nel nuovo Movimento 5 Stelle 2050. Non ho mai volutamente risposto a queste considerazioni perché non era mio interesse farlo, non avevo e non sentivo il bisogno di cavalcare un ruolo pregresso, ho rispettato la scelta di chi ha deciso di correre in autonomia senza volutamente creare confusioni (benchè avessero scelto uno con quasi il mio cognome…), ma è bene che si chiarisca, agli addetti ai lavori, che gli statuti dei partiti cui si appartiene vanno letti attentamente e tali differiscono dalle regole di candidatura che di volta in volta vengono elaborate. E così ad esempio ho potuto votare il nuovo statuto, così ad esempio ho potuto votare per la nomina o meno di Giuseppe Conte a presidente del Movimento 5 Stelle etc.… E non poteva essere altrimenti visto che il Movimento ha corso in coalizione in diverse città, come Napoli e Bologna. Senza dimenticare che governa a livello nazionale un po’ con tutti. Detto questo se per qualcuno questo è o dovesse essere un problema ci saranno organi e sedi opportune che lo valuteranno, fino a prova contraria, o mia eventuale disiscrizione, le cose stanno così.
  • Il mio rammarico più grande è che la scelta di partecipare al progetto del Patto per Savona, quando ancora in itinere, non sia stato posto all’attenzione di tutti gli iscritti al Movimento, quantomeno i savonesi. Magari avrebbero dato un’opinione differente, come accadde prima delle elezioni regionali dove gli iscritti con alcune condizioni diedero mandato di partecipare alla coalizione.Non lo sapremo mai. Certo che diventa discutibile tutto se non c’è un processo chiaro di coinvolgimento degli iscritti perché il coinvolgimento non può essere a intermittenza a seconda delle condizioni a contorno, ed in altre scelgono pochi per molti.
  • Il Movimento 5 Stelle continua la sua discesa, a livello locale ormai sempre più netta. Una forza politica che governa a livello nazionale e che in Liguria sta scomparendo da tutti i consigli comunali, benché già pochi nella migliore fase. Anche a Savona ho letto che Manuel Meles il candidato sindaco ha dichiarato, con un po’ di frasi di circostanza cui quando si ha un ruolo istituzionale si deve fare i conti, che “abbiamo tenuto” e meglio “della media nazionale” ma i numeri dicono, limitandomi ad un solo raffronto, che alle elezioni regionali dello scorso anno, andando in coalizione, i voti presi nel solo comune di Savona erano 2.288 contro i 1.526 voti di queste elezioni comunali, dove il Movimento ha corso da solo, attutiti dalla lista Conte con 634 voti ma comunque sommati rimanendo inferiori arrivando a 2160. Quindi il tema non è coalizioni si o no ma radicamento “reale” sul territorio, presenza, esperienza, persone, competenze, programmi. La non presenza a livello locale crea un circolo vizioso dove si è esclusi da scelte che sono fondanti della stessa forza politica: il trasporto pubblico, la gestione dei servizi pubblici, dell’acqua pubblica, e tanti temi cari su cui di fatto non si potrà incidere e non si potrà fare esperienza.Detto questo fino a quando non ci sarà una profonda riorganizzazione che parta dal livello locale sarà inutile avere Giuseppe Conte, persona che ritengo più che valida in un ruolo di rappresentanza centrale, senza avere una struttura alla base, struttura che deve essere scalabile, devono esserci processi decisionali e persone che possono proporsi, essere sostituite da altre con delle elezioni avvicendandosi e così via. Il contrario di quanto oggi si regge su un autogoverno locale.
  • Mi reputo un “risultato” del Movimento perché non mi interessavo di politica locale, non partecipavo e tendevo a osservare solo il palcoscenico nazionale. Invece negli ultimi dieci anni sono entrato nella carne viva della politica locale e pure nelle istituzioni perché ho creduto nella partecipazione attiva e non nella mera delega; osservo quindi questi risultati negativi del Movimento con dispiacere e rammarico perché doveva andare diversamente.

Personali.

  • Ho conosciuto Marco a Settembre del 2021, quando ormai concluso il mio mandato in regione, avevo decisamente voglia di prendermi una pausa dalla politica, sia per ovvie ragioni sia perché ero un po’ stanco di alcune dinamiche di partito. La sua proposta mi ha convinto fin da subito, avevo posto una unica condizione: se ci crediamo andiamo avanti fino in fondo, ovvero arrivando ad avere un progetto politico e un candidato. Così è stato.
  • Mai si è posto il tema di posti e poltrone garantiti, vedasi il punto precedente come unica “richiesta”. E quindi, potrà stupire, mi sono impegnato in questa avventura sapendo benissimo cosa andassi a perdere e, non avendo alcunché a pretendere, non sapendo nulla sul dove andavo. Mi sono candidato perché se ci metto la faccia la metto fino alla fine, conscio di essere in un gruppo di qualità e di non avere particolari opportunità ma la cosa bella di fare politica è quando sei davvero libero e senza alcuna ansia da prestazione. Allora sforni idee, collabori e hai la massima serenità di non dover dimostrare niente a nessuno, ovviamente non nego che avrei avuto piacere a entrare nelle istituzioni ma l’ho affrontato con spirito molto positivo.
  • Potevo stare tranquillamente in disparte e rimanere nel “giro buono” del Movimento, dove con un solo mandato svolto avrei certamente avuto titolo per tenermi pronto per altre candidature, magari le politiche: a livello locale ci sono persone che non ne mancano una da anni, stando buono e in disparte. Non faccio calcoli personali, non li ho fatti in passato (magari avrei dovuto…) e non li ho fatti adesso.

E ora? C’è un nuovo Sindaco, un nuovo consiglio comunale e persone che hanno voglia di partecipare, in alcuni vedo lo stesso spirito del Movimento nei primi anni. Arriveranno i problemi, le difficoltà, i compromessi che in politica fanno tutti e quelli che dicono non ne fanno mentono spudoratamente, ma ci sono le prospettive.

Al di là di tutte le sfide, una però è per tutti: riconquistare interesse nel seguire la cosa pubblica perché chi partecipa oggi a Savona è una esigua minoranza rispetto a tutti gli elettori.