Il titolo non rende merito al quartiere in cui vivo, che peraltro lungi è dall’essere un quartiere che fà paura, piuttosto nasconde una velata lezione ironica colta nella recente tornata elettorale nazionale.

Si, diciamolo pure, senza nascondersi, il clamoroso successo del Movimento 5 Stelle da un lato, insperato per chi lo vive e imprevisto per chi lo guarda distrattamente,  dall’altro trova conferma di come vi sia stato un crollo eclatante nel partito “re di cuori” PD, che cavalca la scena nostrana da anni, decenni forse. Alcuni esponenti di spicco dell’amministrazione savonese non sono riusciti a cogliere il dato, stando almeno alle loro dichiarazioni rese ai giornali, eppure i numeri parlano chiaro ed i cosiddetti politici di professione, attenti al loro ruolo di governo per definizione al fine di autoalimentare il proprio operato, rischiano di essere messi in forte difficoltà nei mesi futuri. Spiace, non troppo.

Peraltro sui dati hanno forse  commesso qualche errore perchè in alcuni comuni limitrofi come Quiliano e Vado il PD non è più il primo partito, dove lo è rimasto siamo al limite delle manciate di voti, se la matematica non è un’opinione.

La questione poi, tornando al titolo, si è vissuta ed affrontata allo stesso modo nel quartiere più popoloso di Savona, nota roccaforte della sinistra dove vi sono sezioni locali del PD o di partiti ancor più nostalgici della sinistra stessa, trovano, anzi trovavano, nel quartiere linfa vitale che garantiva certezze nelle tornate elettorali, amministrative e non. Un pò come avere a disposizione un giocatore di “quantità” che ti garantisce sempre come minimo una prestazione da 6,5 in pagella: invece a questo giro, per il PD, il quartiere ha chiesto il cambio e ha fatto entrare un nuovo giocatore, il Movimento 5 Stelle. Fresco, tonico, con voglia di fare, tutti i requisiti per sfondare ci sono, attendiamo la convocazione come titolare in nazionale, ormai prossima visto il risultato complessivo. Voto 7,5, per ora, ma il “ragazzo” è in deciso progresso.

Facciamo un pò d’ordine: il quartiere di Villapiana è “di sinistra”, nell’accezione classica del termine, per tanti motivi, incidono sicuramente pezzi di storia come la presenza che fu della Magrini, le case popolare, la stessa connotazione urbana “popolare”, ma già alle elezioni amministrative vi fu un risultato importante del M5S, ma un’attenta analisi di chi studia i fenomeni politici e gli orientamenti di voto, avrebbe dovuto intercettare con facilità il fermentare di un malcontento evidente sull’operato della giunta Berruti, allora prossima alla riedizione , che con un approccio diverso poteva essere “gestito” tramite un cambio di rotta drastico sulla propria politica amministrativa, o ignorato. Come infatti è stato.

In pieno stile da “smacchiatore di giaguari” l’operato dell’amministrazione ha lasciato alla comunità un’approccio cieco ai bisogni dei cittadini e ai segnali che tramite il meccanismo democratico gli stessi hanno evidenziato, nei fatti è all’evidenza di tutti e sono con presunzione etichettati come “coloriti” problemi ma nulla più. Il Movimento 5 Stelle cresce ovunque, con l’idea di un movimento liquido che ormai è una realtà consolidata e alle elezioni della scorsa settimana, proprio la Liguria, con il savonese,  ha consegnato all’Italia uno dei migliori risultati elettorali del M5S a livello nazionale.

La dichiarazione del Sindaco Berruti, ripresa anche da alcuni blogger come Marco Preve, stride con altre della stessa parrocchia che almeno provano a dare una lettura più rispettosa dell’opinione di decine di migliaia di elettori; per il Sindaco il Movimento 5 Stelle è sempre una colorita  problematica, forse sta predisponendo un innovativo preparato “smacchiatore” miracoloso,  non essendo di corrente “bersaniana” avrà altre pozioni a disposizione, ma viste le premesse ci sono tutti gli ingredienti perchè il risultato finale sia il medesimo, basta attendere. Non è certo un semplice voto politico nazionale con un dato così sensibile che può incidere su una giunta così solida, che non indietreggia ma avanza, con proposte innovative: PUC, oneri di urbanizzazione …..adesso non mi viene in mente null’altro ma sicuramente è per mia ignoranza.

E a Villapiana cosa è accaduto? Nulla ovviamente, gli elettori si sono semplicemente messi in discussione, come tutte le persone dotate di buon senso che con il raziocinio, senza preconcetti, ragionano sui contenuti programmatici e sull’operato del quale ora chiedono conto: il quartiere ha problemi, il quartiere vuole aiuto, ha bisogno di sicurezza, ci sono problemi sociali, di integrazione, il quartiere è il più popoloso della città, il quartiere ha un folto numero di elettori… ma non c’è risposta da Piazza Sisto, ci sono strade congestionate, problemi di parcheggio, inquinamento atmesferico, a tal proposito mi pare di ricordare sfiori dei limiti di emissione misurati dalle centraline ARPAL, ma si pensa ai Crescent, a nuove e mirabolanti opere di ediliza privata, mentre a Villapiana ci sono piccoli grandi problemi quotidiani. Della serie facciamo le grandi opere, poi non riusciamo ad avere un treno in orario e la certezza dell’arrivo a casa.

I recenti manifesti trovati appesi nelle strade di quartiere nella scorsa settimana sono uno dei tanti segnali che il quartiere sta inviando, inascoltati da lungo tempo, male per i cittadini, bene per chi sa attendere.

Villapiana non fa più “paura” per chi ha voglia di rinnovamento, forse ora fa “paura” agli altri.