Il 29 Gennaio 2010, la Giunta regionale ligure, con delibera nr. 65

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Da allora la già problematica vita della struttura nata tramite la Fondazione Ferrero, per cui rimando all’ esaustivo articolo di Aldo Pastore http://www.truciolisavonesi.it/index.php?option=com_content&view=article&id=5082:istituto-ferreroq-di-vado-ligure&catid=59:aldo-pastore&Itemid=57, viene affidata nelle mani della Segesta Gestioni s.rl., azienda privata operante nel settore delle RSA la cui nascita è fissata nel 1994 per poi venire acquisita dal gruppo francese Korian, con numeri e fatturati da capogiro, un business importante che nella Liguria trova terreno fertile visto l’alta percentuale di popolazione over 60.

Quanto è successo nella clinica è inutile ribadirlo, agli onori della cronaca e nelle mani della magistratura per evidenti reati della più bassa leva, commessi da una parte del personale operante in un settore specifico, almeno fino  a quanto oggi emerso.

Delle violenze perpetrate ai malcapitati pazienti è stato detto pertanto quanto ora possiamo vedere è una catena, un processo che vede coinvolti 5 diversi attori: la struttura, il soggetto privato gestore, l’ASL, la Regione  e i pazienti.

Provo a vedere brevemente chi può avere delle responsabilità a vario titolo. Escludiamo fin da subito i pazienti: salvo il fatto di essere affetti da problemi di salute non sono imputabili di alcunché. Passiamo alla “struttura” intesa come l’insieme dei muri, dell’edificio, dei macchinari, dei letti etc… direi che anche questo attore di per sé non ha responsabilità, peraltro la struttura nel suo insieme è nuova, un po’ asettica me certamente non per questo gravata da colpe.

Arriviamo ai protagonisti principali: soggetto privato gestore, Segesta appunto, Regione e ASL.

La Segesta è per conto mio il principale responsabile oggettivo della cattiva gestione nella residenza Vada Sabatia, vi invito a leggere nel sito della proprietà Korian, nella pagina dedicata http://www.grupposegesta.com/case-di-riposo-per-anziani/assistenza-segesta/ , tutto il materiale relativo a qualità, codice etico, codice disciplinare etc… tutta “fuffa” ovvero parole al vento. Inutili, visto quanto è accaduto.

Poi arrivano le responsabilità di Regione e ASL che vanno a braccetto in quanto la prima è il soggetto che ha affidato il servizio tramite la convenzione con il servizio sanitario pubblico ad un privato che è risultato ampiamente inadempiente, il secondo, l’ASL, è il soggetto che per conto della Regione doveva controllare e garantire che non avvenissero disservizi.

Ora cosa sta succedendo? Che l’ASL e la Regione sostanzialmente stanno rescindendo il contratto con la Segesta per gravi inadempimenti, contratto da verificare perché la convenzione aveva durata 3 anni pertanto evidentemente ora era in regime di proroga in attesa di affidamento definitivo, dando 180 giorni di tempo per rimettersi a norma oppure di fatto rescissione del contratto.

Fermo restando che trovo formalmente corretto che se uno dei 2 contraenti è gravemente inadempiente si proceda a rescindere un contratto, vedo però che perdiamo di vista il soggetto al centro di tutto: il paziente. Ho letto le dichiarazioni rilasciate dal manager dell’ASL 2 Neirotti a riguardo e le ipotesi sono trovare un nuovo soggetto da accreditare nella gestione o spostare i pazienti.

Io voglio sperare che i pazienti non vengano minimamente coinvolti in questa delicata vicenda, stiamo parlando di soggetti con problemi di salute molto gravi, situazioni al limite per cui ogni intervento destabilizzante è possibile causa di gravi conseguenze. Credo che la ricerca di un nuovo soggetto cui affidare la convenzione, per riequilibrare il servizio fornito, passando da un bando aperto possa essere meno peggio ma del meno peggio ne vorremmo fare a meno.

A me piacerebbe che tutti i comuni di cui uno o più cittadini fossero ricoverati nella clinica, facessero una causa per danni al gruppo Korian chiedendo un risarcimento pari ad almeno il prezzo cadauno pagato per ogni paziente ricoverato dall’inizio della convenzione. Vorrei vedere i comuni di Savona e Vado, ora uniti grazie a Renzi, intraprendere questa iniziativa forte pretendendo che la Segesta, anziché minacciare il licenziamento dei lavoratori privi della qualifiche che utilizzava in mansioni non consone, si mettesse in regola, sostituendo soprattutto l’intera classe dirigente ed assumendo personale qualificato.

Che non passi insomma l’idea, magari sbagliando, che sia arrivata l’occasione buona per l’affidamento ad una qualche cooperativa, con le necessarie qualifiche certamente, ma facendolo in fretta e con urgenza si potrebbe cadere in errore e scegliere male. E noi non vogliamo questo, vero?