Un noto ed avvincente film di alcuni anni fa impostava il nocciolo della trama nel terrorismo arabo e nella necessità che tale clima perdurasse per motivare un regime oppressivo con cui il “potere” si autoalimentava.

Una spirale di violenza e di terrore, in un clima di sospetto dove gli amici diventavano nemici, dove era necessario schierarsi, dove non era più possibile fidarsi di nessuno, si arrivava al punto di giustificare azioni di forza verso propri concittadini.
 Ora, mentre scrivo, ho l’impressione che con le dovute similitudini ed adeguati paragoni il “Potere”, in Italia, sia alla ricerca di un nuovo nemico, per alimentare se stesso e le sue ramificazioni: Berlusconi non è più in prima linea e quindi una buona metà del mondo politico necessita di un nuovo nemico, mentre il centro destra, che è decisamente allo sbando, vedasi la vicenda delle primarie, della serie “vorrei ma non posso”, deve distrarre l’attenzione dal Nulla assoluto in cui naviga.

Un Nulla che peraltro è pienamente confermato anche dal contesto savonese dove la presenza del centro destra ha lasciato talmente il segno che lo ricorderemo solo per Vaccarezza che va’ a vedere in ritiro la Sampdoria: uno sta perdendo la poltrona e l’altra sta retrocedendo in Serie B.

Ma chi può essere il nemico che tutti unisce e contro cui si deve duellare in singolar tenzone? Beppe Grillo. Il comico, il folle, quello che venti anni fa parlava dei socialisti, di macchine non inquinanti, poi di Telecom, di Parmalat e poi, quasi per gioco e per scherzo, creando una infrastruttura di contatti, relazioni e conoscenze, ha dato vita al più grande movimento non partitico che l’Italia abbia mai conosciuto, senza flussi di denaro.

Per molti, ma non per tutti: il Movimento 5 Stelle accoglie tutti coloro che pensano sia possibile fare politica in modo diverso, senza strutture di partito, tessere e fiumi di denaro ma con buone idee, serietà e onestà, preparazione sulla materia e soprattutto partecipazione informandosi ed informando.

Peraltro mi preme sottolineare che spesso si leggono o si sentono critiche sull’impreparazione e sull’assenza di programma: la cosiddetta gente comune è un insieme di persone che vivono, lavorano, studiano ed hanno esperienze concrete che sono ben al di sopra di chi è sempre vissuto nascosto in qualche sede di partito con un posto di lavoro preconfezionato senza alcun merito. E le buone idee sono sintetizzate in un programma facilmente reperibile. Pochi e semplici concetti che stanno mettendo in moto meccanismi di autodifesa del Potere precostituito che fanno rabbrividire: facciamo una lista.
– La legge elettorale che cambia a seconda dei sondaggi.
– La data delle elezioni che non si riesce a fissare, con unElection Day dell’ultimo momento.

– Ora si parla del Movimento 5 Stelle in ogni giornale, ma non dei contenuti e del lavoro svolto anche e soprattutto “all’opposizione”, ma di quei 2 o 3 che non hanno seguito le regole e di quanto Beppe Grillo è cattivo nelle sueepurazioni.

– Nei talk show c’è la frustrazione di tutti quando non c’è un “grillino” da masticare, tipo grissino, ed allora “dagli al grillino” che non va’ in televisione.

– Una generale campagna di disinformazione per dipingere il fenomeno come un problema, e non una risorsa.

Vediamo punto per punto come il Potere si serve del clima di “terrore” per disporre di un nemico.

I sondaggi sono degli strumenti infernali perché molti in base a questi misurano le scelte politiche da intraprendere a prescindere dall’obbiettivo; ora, il Movimento di Beppe Grillo generalmente ha un ampissimo consenso e quindi la triade che sostiene il governo cercano la formula migliore per avere tramite la legge  elettorale il risultato più favorevole, non per dare stabilità al paese, ma con lo scopo di individuare la formula migliore per non premiare il cattivo di turno, Beppe Grillo.

Di pochi giorni l’idea di un election day nei primi giorni di Marzo, per un possibile accorpamento con le regionali. Bene gli election day ma ad eccezione delle elezioni del ’94 in fine Marzo, non vi è traccia di una data così a ridosso inizio anno. A pensar male parrebbe si voglia sfruttare l’occasione visto che l’M5S è ancora in fase embrionale sotto alcuni punti di vista.

Si discute e si scrive delle epurazioni di Beppe Grillo, di quanto sia dittatore, brutto e cattivo. Ma io mi domando se il controllo sull’operato di chi è all’interno di un qualunque gruppo di persone possa essere lasciato completamente alla discrezione del singolo o debba esserci un controllo? Perché il primo scenario si chiama anarchia, il secondo si configura in un normale gruppo che si dà delle regole più o meno condivisibili e che vanno applicate.

Tanto in voga sono i talk show tanto viene da chiedersi a cosa servono. I soliti ospiti che alzano la voce l’un l’altro e che si accusano reciprocamente senza poi discutere nel merito dei problemi concreti. Eppure hanno fame di “grillino” , se non va’ in televisione allora non esiste. Niente di più sbagliato e soprattutto, francamente, quel tipo di trasmissioni non hanno lasciato traccia di qualcosa di costruttivo.

Infine la generale disinformazione che vuole far passare questo movimento in una accozzaglia di ragazzotti sprovveduti capeggiati da un comico padre padrone. Quanto sbagliano lo diranno i fatti e lo direbbero già adesso se andassero  a vedere nei piccoli consigli comunali, nei quartieri e nelle piazze chi sono queste persone e che cos’hanno alle spalle. Altro che anti politica, di cui ormai abusano del termine ignorandone il significato etimologico.

Il Potere ha paura e questo è un bene, perché chi ha paura, prima o poi, sbaglia e cade.