Viene da riflettere, in questo periodo, leggendo i quotidiani e le riviste locali. A Savona e limitrofi, oramai, non ci facciamo mancare più nulla.Abbiamo imprese risultate colluse con amministratori locali in appalti truccati e sovvenzionati con tangenti mentre altre note imprese sono sotto la lente di ingrandimento della DIA.
Il Comune capoluogo “pizzicato” dalla Corte dei Conti su irregolarità di bilancio, legate in parte ai rapporti con ATA e con annesse procedure di indagine avviate d’ufficio dagli organi competenti; per non lasciare solo il Comune, come non poteva aggiungersi la Provincia, ente che pare sempre sofferente per definizione, figuriamoci ora con la Spending Review, eppure prolifico in consulenze esterne “parrebbe” indispensabili. Anche qui una inchiesta conoscitiva non la vogliamo mettere?

Sempre il Comune di Savona, con la sua attuale Amministrazione, copia mal riuscita delle precedenti, spesso e volentieri sale agli onori della cronaca per sprechi, inefficienze, malcostumi. Come diceva Totò: a pensar male si fa peccato, però…

Bene dirà il lettore, ora cos’altro può esserci a Savona di così brutto? La risposta è semplice, un picco di disoccupazione fra i più alti del Nord Italia, una crescita delle domande di Cassa Integrazione Ordinaria e in Deroga, a inizio 2012, mai così alta.

Le Aziende chiudono, alcune galleggiano, ma siamo sicuramente in uno dei momenti più difficili, dal punto di vista occupazionale: colpiscono le vicende diOCV, FAC, ora Bombardier con la CIGO ma quante altre in questo triste elenco.

Poi abbiamo i temi caldissimi di Tirreno Power e la Piattaforma Maersk.

Opportunità di sviluppo, ad una lettura superficiale, ma facendo una semplice analisi critica possono rivelarsi “bombe a orologeria”, viene da pensare al caso scottante ILVA.

Il tema da porsi, qui, è se lecitamente una comunità deve subire passivamente insediamenti produttivi che non rispettano la comunità stessa , “comprandone” però silenziosamente la connivenza tramite il “ricatto occupazionale”, oppure se grazie al coinvolgimenti sistemico di tutti li attori è possibile arrivare ad uno sviluppo sostenibile sia per l’ambiente che per l’occupazione e la produttività.

     Autorita Portuale
Discarica del Boscaccio
 Si potrebbe anche aggiungere la scelta del nuovo massimo dirigente dell’Autorità Portuale: una triste vicenda dove forse chi ci guadagnerà saranno solo i bookmakers inglesi che come noto scommettono su tutto e qui, di fatto, si gioca solo a scommettere su un nome: nessuno che abbia mai parlato chiaro su programmi, piani industriali, strategie…queste sconosciute.

E ora? E’ abbastanza o c’è altro? Anche a Savona abbiamo il nostro tema della gestione dei rifiuti.

 Se la Liguria, sulla differenziata, è allo stato embrionale, francamente imbarazzante, Savona ha puntato sull’ampliamento della nota discarica del Boscaccio contro ogni criterio di cicli virtuosi di raccolta differenziata e “vision” di Smart Cities: a proposito non era il Sindaco di Savona che recentemente parlava di questi argomenti.

Ed infine un po’ di problemi sulla sanità: è doveroso citarli se non altro perché in linea con il trend generale di riduzioni, soppressioni, limitazioni, disfunzioni e tutti gli “oni” che vogliamo…negli ospedali locali quali il San Paolo o il Santa Corona.

Ne abbiamo di tutto un po’ ma possiamo fare elenchi più o meno lunghi a seconda di come ci svegliamo o di cosa abbiamo mangiato, però a fare sempre i pessimisti non si arriva da nessuna parte e quindi vediamo un punto positivo.

Ecco, forse un aspetto positivo si può estrapolare: abbiamo il mare.

Bè quando riesce possibile andarci senza dover pagare una multa per divieto di sosta, in caso contrario comunque un bel 10 euro per un bagnetto bisogna pur tirarli fuori negli stabilimenti perché di spiagge libere oramai non vi è traccia.

Quindi in barba ai critici e agli scettici possiamo sicuramente dire che non ci manca nulla alla faccia di chi dice che Savona è una città dove non succede mai niente.