Non è facile commentare a quanto nelle ultime 2 settimane si è assistito nel panorama politico nazionale e soprattutto regionale, in merito all’uso spregiudicato dei rimborsi e degli emolumenti ai membri dei vari consigli regionali
 Avere nuovamente e per l’ennesima volta constatato, con certezza e nel “pieno rispetto delle regole”, come la classe politica detiene e gestisce denaro pubblico fa rabbrividire: ricordo ancora con chiarezza quanto avveniva nei primi anni 90, l’operazione “Mani Pulite”, Mario Chiesa “Il Mariulo”, Craxi e le monetine, cui pare il Fiorito dei giorni nostri abbia partecipato, i dobloni di Poggiolini  e soprattutto il programma “Il Portalettere” di Chiambretti, indissolubilmente legato a quegli anni e a quei fatti.

Un accostamento geniale visto che allora era in gran voga la “lettera di garanzia” che a dispetto delle connotazione assunta, quasi una dichiarazione di colpevolezza, in realtà rappresenta una forma di avviso a tutela dell’indagato. Passi questo, comunque nel Portalettere Chiambretti divenne quasi un simbolico rappresentante della gente comune alla ricerca di chi si era intascato i nostri soldi.

Il programma ebbe una grande successo e la cosiddetta “Prima Repubblica” si considerò conclusa con le elezioni del ’94.

Ebbene, abbiamo vissuto gli anni successivi nella speranza che la Seconda Repubblica nascente fosse un concreto e reale strumento democratico ma in poco tempo, lentamente ed inesorabilmente sono state distrutte le più basilari norme che regolamentano uno stato democratico, o che tale si professa, sempre nel pieno rispetto delle regole.

Fiorito “Er Batman”
Ma finalmente ai giorni nostri ci fornisce la migliore chiave di lettura il sopracitato Fiorito “Er Batman”, consigliere regionale del Lazio, e con lui si è toccato l’apice di un baratro.
Non si dica che lui è la causa di tutti i mali, anzi, è probabilmente uno dei tanti, ovviamente non solo nel Lazio, ma è sicuramente un eccellente rappresentante di questa politica: un personaggio che non ha particolari competenze, non ha alcun interesse reale di occuparsi del bene comune, pure un po’ “coatto” ed anche dal punto di vista fisionomico non sembra certo un uomo sofferente, di spirito semplice e caritatevole.

Insomma è a tutti gli effetti, un icona, un esempio e degno erede di Mario Chiesa mentre masticava la gomma durante l’arresto, il nostro “Er Batman” figlio dei tempi attuali, era al telefonino, non sappiamo se uno smartphone e di quale marca, sicuramente pagato con denaro pubblico.

Ad un tratto abbiamo assistito ad una vampata di intenso lavoro della Guardia di Finanza che ha messo un po’ di paura ai vari consigli regionali finiti sotto la lente di ingrandimento, oltre il Lazio, il Piemonte, l’Emilia Romagna, la Sicilia. Resiste stoicamente la Lombardia di Formigoni: quello resiste a tutto forse potrebbe cadere solamente sotto i colpi di Nostra Santa Madre Chiesa.

Curioso come tutti quelli chiamati in causa per presunte irregolarità nella gestione dei rimborsi spese si siano subito attivati per ridurre i compensi erogati in varie forme, peraltro tutto assolutamente come da norme proposte e approvate: della serie ma la canto e me la suono.

Ed infatti il tocco di genio che i nostri politici truffaldini degli anni successivi al 2000, rispetto alla vecchia guardia decaduta negli anni ’90, è quanto realizzato con l’introduzione di leggi, norme, circolari che rendono possibile una gestione completamente “allegra” del denaro pubblico e fanno sì che lo sperpero sia solo una questione morale, sempre che si riesca a dimostrare.

Esemplare è stata la mossa per aggirare il referendum abrogativo del finanziamento ai partiti con l’istituzione dei rimborsi elettorali, colpo da maestro quale il miglior Lupin al confronto appare un improvvisato. Da lì in poi liberi tutti.

Recentemente ho ascoltato un intervento a Radio24 del Presidente dell’Assemblea Regionale della Sicilia che, incalzato dalle domande del giornalista su come gestiscono in totale autonomia i rimborsi ai vari consiglieri ed anche all’ufficio di presidenza, senza di fatto alcun controllo, dichiarava che era nel suo diritto donarli alle sagre di paese, alle società sportive, alle famiglie bisognose: ecco in particolare per queste e i bambini malati andava tutto il suo spirito caritatevole.

Certo, con i soldi degli altri però.

Ma poi, proprio sui casi di malattie, un politico, ha come dovere innanzitutto quello di fare in modo che non servano donazioni ad personam con soldi pubblici ma che il servizio sanitario nazionale funzioni, per tutti indistintamente, e soprattutto bene.

La politica, di cui l’etimologia della parola si richiama al greco antico  “politikós”che nella definizione classica di Aristotele significa “l’amministrazione della città”,non è quella a cui ci hanno abituato e parlare di anti-politica contro questa concezione tutta italiana è scorretto.

O meglio, se “l’amministrazione della città”, intesa in senso lato, è condotta come visto fino ad oggi, è doveroso parlare di “antipolitica”, anti politica critica e costruttiva con lo scopo di cambiare radicalmente l’approccio, ma è determinante che sia una politica diversa nella forma e nella sostanza da quella vista negli ultimi 20 anni che ormai è in un evidente stato di decomposizione.

Speriamo che ora un Chiambretti di turno dia l’avvio ad un nuovo programma altrettanto geniale, da titolare “Il Becchino”, con gli stessi pregi, successi e conseguenze del Portalettere di allora.