Si respira aria nuova nelle federazioni sportive di tutta Italia, finalmente un nuovo sport di carattere nazionale si sta imponendo su tutto lo stivale: la caccia al grillino.

Le regole del gioco sono molto semplici:

  • individuare un grillino per strada, al lavoro, su twitter, su facebook ed in rete
  • Verificare che non sia effettivamente un candidato eletto in qualche istituzione, tanto per evitare eventuali problemi con la polizia giudiziaria
  • Sfidarlo al “singolar tenzone”: qui per ora non si registrano contatti fisici ma solo scontri dialettici.

L’associazione dei medici locali ha già individuato alcuni problemi di salute che potrebbero manifestarsi causa stress da “attacco al grillino”, è preferibile  pertanto che si dia la caccia al malcapitato di turno intorno ai palazzi del quartiere dalle ore 20:00 alle ore 21:30, in minor assenza di polveri sottili sollevate per aria.

Da quando si è imposto all’opinione pubblica e, soprattutto, nelle sedi istituzionali centrali  l’enorme successo elettorale del Movimento 5 Stelle, si assiste alla ricerca incessante del nuovo “Nemico Pubblico”, una sorta di mantra di cui buona parte dell’elettorato ha una assoluta necessità al fine di avere argomentazioni da stadio su cui esercitare la pratica sportiva di cui sopra e sentirsi in grado di affrontare qualunque problema della propria esistenza, purchè vi sia un grillino di turno da bersagliare come causa di tutti i mali. Facciamo alcune considerazioni sulle principali varianti di questa nuova affascinante pratica sportiva che raccoglie numerose tipologie di adepti, ognuno con le proprie peculiarità, tutti comunque con i requisiti necessari per una imminente competizione olimpica.

Il Bersaniano

Il Movimento 5 Stelle nasce intorno alla metà degli anni 2000, grazie all’ormai noto blog di Beppe Grillo che accentra su di sé determinati interessi rivolti alle problematiche locali: nascono i gruppi sul territorio, poi MeetUp, poi liste civiche ed il resto lo conosciamo. Mai da allora fu detto qualcosa di diverso che non rivendicare la più totale autonomia ed indipendenza dai Partiti tradizionali, quindi nessuna alleanza fin dalle liste civiche per arrivare al MoVimento; ne tantomeno è stato dichiarato recentemente il contrario o accennata qualche ipotesi diversa o aperto qualche spiraglio a larghe intese, strette, oblique ed anche diagonali (non so come siano ma devono essere complesse, molto). Eppure il Movimento è irresponsabile, quindi il grillino va attaccato perché impedisce che nasca il governo del Partito Democratico. La disciplina in questione è particolarmente cara all’elettorato di sinistra, area PD. Se poi alle primarie ha votato Bersani, allora il match con il grillino diventa tosto, il “Bersaniano” è l’avversario più pericoloso e arrabbiato. Evitare di trovarsi da soli con un “Bersaniano” alle 3 di notte è un dovere morale e sociale.

Il Vendoliano

Se durante la campagna elettorale il grillino ovviamente sosteneva il MoVimento 5 Stelle, dall’altra vi erano i sostenitore di SEL, il partito del governatore di Puglia che ora è finalmente riuscito a cumulare  la carica di parlamentare e governatore, quello che non si è accorto dei problemi dell’ILVA di Taranto per intenderci. I personaggi in questione allora attaccavano il grillino, ora invece adottano un atteggiamento più ammiccante, figlio delle dichiarazioni del loro leader Vendola, che con fare quasi affettuoso e rispettoso vuole guardare verso Grillo. La sfida qui si gioca sul detto non detto, fatto non fatto, ti vedo non ti vedo, ed il “Vendoliano”, sull’orlo di una crisi di nervi, vorrebbe ma non può. Meglio evitarne il corteggiamento politico e ricordargli che ha giurato fedeltà al “Bersaniano” di cui sopra.

Il Puritano

Il Movimento 5 Stelle, fin dalle sue origini, ha fatto della riduzione dei costi della politica una delle sue principali battaglie, insieme alle più generali linee guida delle “5 stelle” (Acqua pubblica, mobilità, sviluppo, connettività e ambiente). E laddove è presente nelle istituzioni lo sta dimostrando con i fatti, come in Sicilia ma come anche a Roma, dove è già stato definito l’ammontare del compenso ai cittadini eletti in Parlamento. Come anche la rinuncia ai rimborsi elettorali, che peraltro sono una cifra che supera i 40 milioni di Euro. Su questo punto si gioca la partita più dura per il grillino che si trova contro tutti: la tendenza è attaccare al fianco,  sui rimborsi spese che sono ancora presenti, che alla fine non sono poi molti gli emolumenti cui rinuncia, che i soldi in politica servono altrimenti c’è il rischio che la politica la facciano solo persone con i soldi, magari con le televisioni,  con dei legami poco chiari (?) etc…

Entra in scena il Puritano, al limite del voto di castità e di povertà in pieno stile francescano, il più tosto, colui il quale sostiene che l’attività istituzionale dei “grillini” in realtà è troppo retribuita, che non basta ridurre i costi della politica di milioni di euro. Si tratta in genere di un elettore del centro sinistra, anche montiano, o che magari non ha votato e che non si è accorto che nessun altro partito ha fatto nulla di simile. Questo è lo scontro più difficile perché è un confronto impari tra chi è munito di apparato celebrale medio e chi ne ha una parte lievemente cristallizzata. La corsa intorno al quartiere in questo caso non è sufficiente e le polveri sottili fanno da Vicks Vaporub. Fuggire è la soluzione preferibile prima di rischiare una vita da mormone in qualche cascinale dell’Aspromonte.

Il Renziano

Le primarie del PD ci hanno consegnato l’uomo della Leopolda, che non è la fidanzata del Renzi ma un centro convegni. Il “Renziano” è decisamente lo sportivo più tonico, con una chiara rivendicazione intellettuale e di superiorità, trova nel grillino un problema da eliminare ma con molta astuzia, facendo ben attenzione che il messaggio di rinnovamento si possa riciclare nel mondo del Partito Democratico. Il Renziano suddetto tende a duellare con il grillino attaccandolo dal retro, senza necessariamente smontarlo ma piuttosto mettendone a nudo i limiti. Della serie il potere logora chi non lo ha e per ora il renziano “rosica” parecchio.

Al grillino in questo caso è concesso uno scontro su terreno neutro e tendenzialmente si conclude con una dialettica accesa ma ricca di termini da intellettuali, per il Renziano comunque ora c’è una eccellente alternativa ai berlusconiani per pavoneggiarsi di quanto è competente, stratega e pronto a governare.

Teme fortemente il santino di D’Alema che funge un po’ come da “kriptonite” per il buon vecchio Superman.

Il Berlusconiano

Non pervenuto, tranne alcuni rari assembramenti di gruppi di persone con gli occhiali scuri scambiati pià per “Men In Black” che seguaci del Cavaliere. I pochi tendono ad apprezzare il grillino per aver bloccato la sinistra, dall’altra ora lo vorrebbero togliere dai piedi perché potrebbe creare problemi, troppi problemi….

Subdolo.

Gli altri

La tipologia è estremamente variegata, in questo caso il grillino deve muoversi circospetto, “L’altro” è in agguato e a seconda della dichiarazione dei giornali del momento potrebbe volerne la testa per un sacrificio al tempio di Antas in Sardegna, insieme a Cannonau e pecorino, oppure festeggiarne le scelte politiche con una festa sulle spiaggi di Rimini.

Ci sono altre varianti dei vari praticanti di questo affascinante sport ma sono riconducibili alle tipologie principali; al grillino capace non resta che capire prima di affrontare in duello l’avversario per identificare la strategia di sopravvivenza.

 

NOTA: il testo non fa alcun riferimento a fatti o persone reali.