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Dopo un mese esatto dalle elezioni regionali 2015, possiamo dire di essere effettivamente partiti con i lavori della decima legislatura del Consiglio Regionale ligure, definito anche quale Assemblea Legislativa della Liguria. Ed in effetti alla regione, quale organo previsto in seno alla nostra Costituzione, compete potere legislativo in tutta una serie di ambiti che toccano la nostra società in modo profondo e sensibile.
Ebbene la novità comunque la si voglia vedere siamo noi, del Movimento 5 Stelle, mai prima d’ora presenti all’interno di questa importante istituzione, novità a parer mio più sensibile dell’inaspettato esito elettorale che dopo 10 anni ha riconsegnato il governo della regione al centro destra. Scrivo questo perché la storia recente ci insegna che la differenza tra le politiche dell’uno o dell’altro schieramento si sono un assimilate le une con le altre, un po’ come succede tra 2 compagni di scuola che si frequentano sempre, sia durante la scuola che poi nel dopo scuola: alla fine si finisce con il somigliarsi. Vedremo nel proseguo dei lavori che direzione prenderà il governo regionale.
Una seduta senza dubbio ricca di tanta emozione per chi come il sottoscritto non aveva mai vissuto in prima persona il ruolo di portavoce presso una assemblea consiliare, per di più regionale. Superate le formalità di rito con le foto di noi consiglieri da pubblicare sul sito istituzionale, si è dato avvio alla seduta.
Presiedeva il consigliere più anziano in carica, Barbagallo (PD) che, come previsto dal regolamento, ha chiamato a supportarlo nelle formalità i 2 consiglieri più giovani, Garibaldi (PD) e la mia collega di gruppo Alice Salvatore (M5S). Il primo punto all’ordine del giorno è state quelle di notificare al consiglio che poi votava per alzata di mano la scelta del consigliere Bruzzone (Lega Nord) di ricoprire il proprio mandato per la circoscrizione di Savona, di fatto consentendo al genovese Puggioni (Lega Nord) l’accesso all’assemblea legislativa.
Il secondo punto all’ordine del giorno era la votazione della Giunta per le Elezioni, organo permanente composto da 5 consiglieri che ha il mandato di controllare cause di incompatibilità alla carica di tutti i membri del consiglio, cause sia presenti che sopravvenute. Sono stati votati 3 membri di maggioranza e 2 di opposizione tra cui il sottoscritto.
Si è poi giunti al piatto forte di questo consiglio, ovvero la votazione dell’Ufficio di Presidenza che si svolge in 2 sessioni separate: nella prima si vota il Presidente del Consiglio, il più votato assume la carica ed il secondo diventa Vice Presidente. Qui “bagarre” in aula, quanto meno dal punto di vista virtuale (per ora…). Come Movimento 5 Stelle ci eravamo proposti apertamente candidando Alice Salvatore per ricoprire il ruolo che ha per definizione una caratura istituzionale, quindi di garanzia. E francamente noi ce lo possiamo permettere serenamente. Ci hanno criticato per la nostra lettera indirizzata a Toti: personalmente ritengo che pur essendo un rappresentante della maggioranza, è anche il Presidente della Regione, che ci piaccia o meno, pertanto è uno dei soggetti con cui relazionarsi nei rapporti istituzionali.
Comunque sia è andata a Bruzzone (Lega Nord) la carica di Presidente e a Rossetti (PD) quella di Vice. Pronti via “Altra Liguria” con Pastorino che ha dato piena fiducia a Rossetti: insomma il potenziale terzo gruppo di opposizione si è sciolto come neve al sole in circa 30 minuti. In effetti faceva caldo, sarò per questo….
Si è poi passati alla votazione del Segretario Consigliere dell’Ufficio di Presidenza: in virtù del nuovo assetto di questo ufficio, ora con 3 membri prima 5, di fatto la maggioranza “pretende” che 2 siano propri rappresentanti. E’ stato quindi votato Muzio (Forza Italia). Anche qui, pur essendoci proposti, non ho fatto a meno di notare l’astensione dal voto delle altre 2 opposizioni, di fatto un benestare a procedere in questi termini. Etichetta politica o rituali che siano, si poteva osare di più.
E su questo assetto dell’ufficio di presidenza credo si debba fare un ragionamento e medio termine perché sia ampliato quantomeno a 4 membri. L’esito delle elezioni regionali infatti ci ha consegnato 3 poli presenti nell’assemblea legislativa ligure: la maggioranza, e i 2 gruppi di opposizione, il PD e noi del Movimento 5 Stelle. I criteri di voto per l’Ufficio di Presidenza (un voto a testa per consigliere) sono tali per cui la seconda “opposizione”, quindi noi guardando dal punto di vista squisitamente numerico dei seggi occupati, siamo rimasti fuori dalla carica di Vice Presidente. Se ve ne fossero stati 2 e pertanto il terzo classificato avesse potuto ricoprire il ruolo di secondo Vice Presidente, si dava adeguata rappresentanza in questo importante ufficio che, ricordo, stabilisce alcuni determinanti aspetti dei lavori consiliari quali ad esempio i punti all’ordine del giorno di ogni consiglio regionale, e non è poca cosa, anzi. Ma non solo.
Non farne parte non ci rende giustizia per il peso percentuale di poco inferiore a quello del Partito Democratico.
All’insediamento il Presidente Bruzzone ha avviato la sua guida ai lavori del consiglio con un discorso ampio dove c’è stato un interessante passaggio che ha, senza troppi giri di parole, aperto ad una informale “ma non troppo” partecipazione ai lavori dell’ufficio di presidenza del nostro gruppo che abbiamo accolto positivamente: sia una mera cortesia istituzionale o sia effettivamente la volontà di dare il giusto spazio alle opposizioni, è un segnale concreto di rispetto verso la rappresentanza elettorale che portiamo in dote. Questo sarà un ulteriore strumento per noi affinchè il Consiglio regionale possa essere sempre al centro dell’attenzione nelle scelte di indirizzo politico, va da sé che lo è nell’attività legislativa in quanto a differenza del governo centrale, spesso in “concorrenza” con il Parlamento, la Giunta regionale, non può sostituirsi al Consiglio regionale, per cui non può produrre né decreti legislativi né decreti-legge.
Ad maiora!